Essere rompicoglioni

20 luglio 2017

 

Ci siamo seduti alla tavola apparecchiata e già pronta per noi.

Il locale, lo so, è uno di quelli in cui si va per mettersi in vetrina, mostrare che sei sempre “sul pezzo”, come dice certo popolo, che ci sei, sei vestito bene, frequenti la gente “giusta”. No, io no. Io sono lì perché mi ci ha trascinato la mia migliore amica che purtroppo non vedo mai perché viviamo in città lontane e che è amica del gestore, Alessandro.

Va be’, sediamoci. Vedremo dopo come si mette.

il diploma

 

Quando ancora non hanno servito l’antipasto, e io sto cercando di tenere il filo del discorso con Greta, arriva il gestore, sale su una sedia e accende l’amplificatore: la musica parte a palla.

«No!» Urlo, minacciosa. «No!» Ripeto, secca «No!» con un tono, come si dice, che non ammette repliche.

E devo essere stata convincente perché abbassa immediatamente il volume e punta l’amplificatore sull’altra parte della sala «Va bene così?»

«Grazie»

Alessandro scende dalla sedia e si avvicina al tavolo per accertarsi che vada tutto bene, allora Greta si scusa per me «Perdonala, Alessandro, ma sai, è la mia migliore amica, e non poteva essere meno rompicoglioni di me»

 

Lo guardo e a mia volta espongo la mia posizione «Capiscimi, il mondo sta andando in una direzione che mi fa schifo, non posso fare altro che essere rompicoglioni se voglio sopravvivere, ma stai tranquillo, mangio e me ne vado»

Alza le mani all’ovvio e se ne va in cucina.