La notte più lunga

La notte più lungaEsiste una piattaforma che si chiama Wattpad (sì, lo so che lo sapete, ma vorrei farci una riflessione sopra).

Serve per rendere pubbliche le proprie scritture.

Forse serve a qualche pioniere di talenti per valutare se esista qualcosa di davvero nuovo e mercificabile nel mondo degli esordienti.

A me serve per condividere una storia con una persona in particolare.

Stranamente, questa storia, nata per essere letta da una sola persona, a qualcuno (non molti eh!) piace, e questo mi ha incoraggiata a sistemare i brani fin qui pubblicati e a proseguire nel racconto.

Però, mi chiedo, cosa piace alle persone?

A me piacciono i libri che aggiungono qualcosa alla mia percezione del mondo, della vita. Quelli che mi accompagnano alla scoperta di nuovi orizzonti o nuove prospettive, ma anche quelli che mi spiegano, con parole che io non ho, chi sono io. Ci sono libri che non siamo noi a leggere, solo loro che leggono dentro la nostra anima e ci aiutano a vedere aspetti di noi stessi che non conoscevamo o che rimanevano intuizioni e non sapevamo nominare, o che hai sempre rifuggito per un motivo o per l’altro. Ecco, quelli mi piacciono.

Voglio dire, davvero non avete trovato nulla di voi stessi in Achab o in Kurtz? Siamo proprio sicuri di essere diversi da loro?

Ma alle persone interessa ancora viaggiare al centro della Terra? Siamo certi di non avere più bisogno di essere accompagnati in fondo alla caverna del nostro inconscio?

E non è questo forse l’obiettivo degli artisti? Non è portarci per mano dentro emozioni che non sapevamo nemmeno di poter provare?

Va be’, io non pretendo di riuscirci. Davvero. Però ci provo. Ho già scritto molti anni fa quello che penso della vita e dell’arte e lo riassumo qui: ognuno deve dare il proprio contributo, anche se destinato all’oblio. Se non altro perché le idee portano sempre altre idee, magari migliori di quelle che le hanno originate, e anche se non sapremo mai se quello che facciamo sarà il motore per qualcosa di nuovo, credo che almeno ci si debba provare.

Ecco, uno dei modi in cui io sto provando è questo che sarà poco più di un racconto, cui ho dato il titolo di La notte più lunga e che sto pubblicando su Wattpad a puntate, come si faceva nell’800 con i feuilletons.

È un’operazione molto discutibile quella che sto facendo, visto che era inizialmente destinato ad una sola persona, ma chissà, forse anche altri potrebbero trovarci qualcosa. Io ci provo.

Questo è il link. Vi auguro una buona lettura e spero vivamente di ricevere dei feedback (non solo positivi).

Allons-y!

I capitoli:

LA NOTTE PIU’ LUNGA – Capitolo zero

I – Cara Ester

II – Quella sera

III – Senza dèi

IV – A1

V – Salsa jazz

VI – Sveva

VII – “Mio figlio…”

VIII – Sotto la doccia

IX – “Quel che ricordo”

X – Il Montenegro e l’amore

XI – La Festa dell’Umidità

XII – Ester, Estate 1990

XIII – La notte più lunga

I – L’americana

II – Ester, Edo e la gelosia

III – La prima volta

 

 

Essere rompicoglioni

20 luglio 2017

 

Ci siamo seduti alla tavola apparecchiata e già pronta per noi.

Il locale, lo so, è uno di quelli in cui si va per mettersi in vetrina, mostrare che sei sempre “sul pezzo”, come dice certo popolo, che ci sei, sei vestito bene, frequenti la gente “giusta”. No, io no. Io sono lì perché mi ci ha trascinato la mia migliore amica che purtroppo non vedo mai perché viviamo in città lontane e che è amica del gestore, Alessandro.

Va be’, sediamoci. Vedremo dopo come si mette.

il diploma

 

Quando ancora non hanno servito l’antipasto, e io sto cercando di tenere il filo del discorso con Greta, arriva il gestore, sale su una sedia e accende l’amplificatore: la musica parte a palla.

«No!» Urlo, minacciosa. «No!» Ripeto, secca «No!» con un tono, come si dice, che non ammette repliche.

E devo essere stata convincente perché abbassa immediatamente il volume e punta l’amplificatore sull’altra parte della sala «Va bene così?»

«Grazie»

Alessandro scende dalla sedia e si avvicina al tavolo per accertarsi che vada tutto bene, allora Greta si scusa per me «Perdonala, Alessandro, ma sai, è la mia migliore amica, e non poteva essere meno rompicoglioni di me»

 

Lo guardo e a mia volta espongo la mia posizione «Capiscimi, il mondo sta andando in una direzione che mi fa schifo, non posso fare altro che essere rompicoglioni se voglio sopravvivere, ma stai tranquillo, mangio e me ne vado»

Alza le mani all’ovvio e se ne va in cucina.