Recensioni

Odio recensire.Perché è importante gestire le recensioni online
Non lo faccio mai.
Non lo faccio perché ho sempre detestato la saccenteria dei critici d’arte.
Pur avendo frequentato l’Istituto d’Arte, aver studiato la Storia dell’arte (che ovviamente ho dimenticato quasi per intero) e aver fatto la disegnatrice per anni, non ho mai, davvero, mai, compreso come si possa desumere di sapere cosa passa per la testa dell’autore mentre crea.Ho avuto spesso la sensazione che i critici scrivessero per il puro gusto di far sapere che sanno più degli altri, per mostrare che sono saputi.Cosa criticano i critici?Ok, Fontana ha spiegato bene a tutti il motivo dei suoi Tagli, ma, io mi chiedo, se l’arte necessita di una spiegazione, che arte è? Per chi è?Se io leggo un romanzo che parla di musica e non riesco a capirlo finché non prendo il Diploma al Conservatorio, o si tratta di qualcosa di elitario o si tratta di qualcosa di fatto male.

No, non sono per la cultura pop, non sono mai stata per la cultura pop, ma non perché credo che la cultura debba appartenere a pochi eletti, semmai il contrario, sono dell’idea che la cultura debba essere messa a disposizione della gente, ma che la soluzione non sia nella semplificazione del linguaggio e dei contenuti, bensì nell’istruzione approfondita delle persone.
Cosicché quando uno si trova a leggere Q, non deve per forza avere bisogno di sapere cosa pensa l’illustre recensore Tizio per capire di cosa parla e per decidere se apprezzarlo o meno.

Comunque.

Chi scrive, oggi come oggi, ci tiene sempre tanto ad essere recensito, anche da bloghettini insulsi e inutili. Qualche recensione in passato mi è stata chiesta (perché? perché qualcuno alla mia opinione ci tiene). Quindi ora mi appresto a lasciare un piccolo spazietto del mio bloghettino insulso alle recensioni.

Ma mi occorre una premessa: io, benché recentemente mi sia messa a studiare da editor, non ho la pretesa che la mia visione delle cose sia condivisa, oggettiva e indiscutibile. Quello che riverso su questo blog è sempre frutto di una elaborazione personale, basata sulla mia specifica formazione, sulla mia specifica sensibilità e sul mio specifico gusto.
Come ha giustamente detto un bravo editor una volta ad una conferenza “due editor diversi che visionano lo stesso testo metteranno in luce punti di forza e di debolezza diversi, pur trattandosi dello stesso testo”.
Quindi rassegnamoci, non esiste un punto di vista oggettivo.
Io ho amato Moby Dick, ma ancora non sono riuscita a portare avanti la lettura de Il maestro e Margherita, che pure tutti dicono essere stupendo. Non mi considero superiore agli altri per aver saputo godere del primo e non mi considero cretina per non aver saputo apprezzare il secondo. È solo una questione di gusto, sensibilità e formazione.

Per questo motivo cercherò di non fare delle “schede di lettura”, cioè quelle cose che noi editor dobbiamo creare per gli autori o per gli editori per dire se e perché ci è o non ci è piaciuto un testo, cercherò di fare delle vere recensioni.

Saranno poche. Non ho più tempo per leggere gratis. E, spero, saranno tutte marchiate dalla mia emotività, non dalla mia conoscenza.

E a proposito di recensioni vi lascio intanto questa breve riflessione sull’argomento.