Echidna e I Parolanti a Zibello

Presentazione al Festival dell’Eros di Zibello di Confessioni al telefono, libro prodotto dal labratorio di scrittura I Parolanti ed organizzato da Echidna Editing

Come avevo pensato di farla:

Confessioni al telefono

Buon pomeriggio a tutti e grazie per essere venuti.

Oggi siamo qui per presentare un libro, Confessioni al telefono, che è il risultato ottenuto da un concorso svolto all’interno del gruppo Facebook I Parolanti (di cui poi parleremo).

Confessioni al telefono lo potete trovare su tutti gli e-store più e meno conosciuti a costo zero.

Perché a costo zero? È una storia che parte da molto lontano e proverò a raccontarvela piano piano.

Innanzitutto, Confessioni al telefono è una raccolta in cui gli autori hanno potuto riversare il meglio di loro stessi in sfaccettature imprevedibili e diversissime tra loro grazie al fatto che il genere era a scelta libera, cosa non comune nelle antologie.

Importante precisare che i racconti sono stati selezionati da una giuria professionale capeggiata da Luca Occhi, che ci ha dedicato questa chiusa, che ora vi leggo, dal titolo:

IMPEGNO E PASSIONE, UNA POSTFAZIONE

Quest’antologia è il risultato di tanto impegno e passione, come dovrebbe essere per tutte le antologie. Quelle ben fatte, almeno. Un lavoro di squadra cui hanno contribuito, ciascuno per la propria parte, i creatori del concorso, gli scrittori, i giurati, gli editor, l’illustratore della copertina, il correttore delle bozze e l’editore. Un bel po’ di gente, vero? Sì, perché è così che dovrebbe realizzarsi una pubblicazione seria, con il contributo di tante competenze differenti fra loro che collaborano al fine di perseguire al meglio uno scopo comune.

Ai creatori del concorso e al sito de I Parolanti dobbiamo l’idea, l’elaborazione del bando, la diffusione del progetto, ma soprattutto l’averci creduto quando ancora per tutti le “confessioni al telefono” erano solo un sogno.

Agli scrittori, sembra scontato, siamo debitori dei racconti. E anche del fatto che abbiano accettato di mettersi in gioco, e di lasciare che altri, una volta selezionati, provassero a lavorare sui loro componimenti al solo fine di migliorarne la qualità. Ma restiamo pure debitori nei confronti di tutti quelli che hanno partecipato al concorso pur non essendo stati selezionati, perché hanno permesso di allargare la base di scelta, contribuendo a innalzare il livello qualitativo del risultato finale.

Ai giurati siamo debitori del loro tempo. Tempo impiegato nella lettura degli elaborati e nella valutazione, con uno sguardo teso al futuro, alla pianta che avrebbe un giorno potuto diventare quel seme fatto di parole, sotto le cure di un giardiniere attento.

E ci sono gli editor, i giardinieri della narrativa. Che con pazienza hanno potato, concimato, trattato i racconti al fine di trarne il meglio delle loro potenzialità.

Siamo debitori nei confronti dell’illustratore, cui è toccato il difficile compito di fermare in un’immagine l’essenza stessa di quest’antologia.

Dei correttori di bozze, cacciatori di refusi, esperti dei mille tranelli che riserva questa nostra bellissima quanto insidiosa e sempre meno conosciuta lingua. Anche loro hanno regalato a tutti noi, per amicizia e la passione che ci accomuna, il loro tempo sottraendolo alle mille altre incombenze della vita.

Infine, ma non ultimo, dobbiamo essere grati al progetto editoriale che ha portato al libro vero, senza il quale gli sforzi di tutti non avrebbero portato a nulla di concreto e questa raccolta sarebbe rimasta davvero solo un sogno.

Come vedete, in un’opera come questa è racchiuso un briciolo della vita di tantissime persone. Quel che vi abbiamo chiesto è di aggiungerne un po’ della vostra. Perché l’aver concluso questa lettura è solo la prima tappa di un emozionante viaggio senza meta, destinato a continuare, all’infinito, proprio dentro di voi, cari lettori.

 

Luca Occhi,

Presidente della Giuria del concorso

Confessioni al telefono è il primo progetto, degno di questo nome, dell’Associazione Culturale Echidna Editing.

Facciamo il punto su cos’è Echidna Editing. Forse alcuni di voi ne hanno già sentito parlare, ma non tutti sanno cosa ci anima, quali sono le forze che ci danno la spinta a fare quel che facciamo.

Intanto i volti dietro l’associazione Echidna Editing sono: quello di Olympia Fox, che praticamente tutti conoscete, Eugenio Saguatti che conoscono bene le socie di EWWA che hanno frequentato i suoi workshop e la mia, un po’ meno conosciuta forse, ma molto tenace. Siamo tre scrittori e tre editor, chi con formazione di più lungo corso come Eugenio, chi con esperienza con generi specifici come l’erotico e il romance, come Olympia, chi, come me, che si alterna tra la narrativa e i gialli.

Con noi collaborano però vari professionisti, a vario titolo, per poter offrire un servizio completo nella elaborazione dei testi che gli autori vogliono sistemare e far diventare dei libri nel senso più completo e corretto del termine.

Dai grafici, ai legali, a tutto ciò che serve per trasformare un testo in un libro.

Apriamo però ora una breve parentesi sulla genealogia di Echidna.

Qualcuno conosce l’Echidna? Sapete ci cosa si tratta?

Per chi non lo sapesse, Echidna è uno dei più antichi mostri sacri della mitologia greca.

La nascita di Echidna non sarebbe nemmeno così terribile, visto il profondo legame con le divinità primordiali legate alla terra e al mare che la generarono; eppure, forse in quanto figlia di un incesto, dell’unione tra fratello e sorella, Forcis e Ceto (che già sembra fosse mostro marino), ebbe in dote un aspetto non del tutto accattivante anche se sufficientemente attraente da sedurre diverse altre divinità.

Ma sorvolando ora sul suo aspetto, Echidna ci interessa per la sua prole.

Sì, perché con Tifone generò Ortro, cane di Gerione, Cerbero, l’Idra di Lerna e la Chimera. Con Ortro, ebbe Fice, un mostro di Beozia, il Leone di Nemea e la Sfinge.

Nientemeno.

Ecco, nella mitologia greca, il risultato della prole dipende profondamente e in modo radicale dalle caratteristiche delle divinità che si univano.

Se noi, artisti della parola, consideriamo le parole come divinità supreme da cesellare, manipolare, gestire e, in pratica, ci sentiamo più dei degli dèi, dobbiamo allora essere consapevoli dell’enorme responsabilità che abbiamo. Responsabilità che riguarda sia il messaggio che vogliamo dare, sia la forma in cui lo vogliamo trasmettere.

Non diciamo nulla di nuovo e non vorrei ricorrere alla famosissima gag di Nanni Moretti in Palombella Rossa, ma lo farò perché certe immagini create da menti geniali è bene non dimenticarle:

“Chi parla male, pensa male e vive male. Bisogna trovare le parole giuste: le parole sono importanti!”

La responsabilità è sia verso i nostri contemporanei sia verso i posteri. Accoppiamenti sbagliati generano mostri, mostri che possono essere più o meno benigni, più o meno funzionali anche – perché no? – ma quella che è richiesta è un’estrema consapevolezza di quel che si fa, del ruolo che si sta avendo e di come lo si intende usare.

Ecco perché Echidna Editing.

Perché la parola è bifida, sempre, ed è, come disse qualcuno, uno strumento di morte spesso più potente delle bombe.

Dunque, Echidna Editing si propone l’ambizioso compito di domare questi mostri e piegarli al nostro volere e non agli scherzetti che vorrebbero fare una volta usciti dalle nostre dita, se noi mancassimo di lucidità, consapevolezza, sapienza, talento e tecnica.

Echidna, ovviamente, per sua stessa natura, ha anche un progetto che si può definire etico, (e qui torniamo a bomba): I Parolanti, di cui abbiamo qui oggi uno degli esponenti e amministratori: Nicola Pera, ed è grazie a I Parolanti che abbiamo potuto far uscire Confessioni al telefono.

I Parolanti sono la contro-editoria. Sono la nostra battaglia per salvare la bella scrittura. Prima di tutto esiste il gruppo con il suo blog, nel senso che le cose migliori prodotte dal gruppo Facebook sono tutte pubblicate su un blog che porta lo stesso nome: I Parolanti. Quello che viene prodotto sono essenzialmente esercizi, più o meno difficili, ma che, a quanto pare, danno molto ai nostri amici, e li ( e CI) aiutano molto a crescere dal punto di vista della capacità narrativa.

Detto questo, spesso Echidna Editing e I Parolanti si incrociano, necessariamente.

Per esempio, come Echidna abbiamo avuto un bellissimo libro tra le mani, che ha partecipato ad un concorso che immeritatamente non ha vinto. Ebbene, questo romanzo, uscirà, esattamente come Confessioni al telefono, a costo zero, in modo da cominciare a far sapere al mondo che esiste ancora qualcuno che si occupa di salvaguardare e diffondere la bella scrittura.

In questo senso siamo la contro-editoria, nel senso che noi non tratteniamo diritti di alcun tipo, l’unico scopo che ci prefiggiamo è far leggere e far conoscere i nostri autori più meritevoli a un pubblico sempre più vasto sperando che questo arrivi presto anche alle orecchie e agli occhi delle Case Editrici più importanti, non necessariamente le più grandi ma quelle buone, che difendono le Edizioni non a pagamento, che si occupano di trovare nuovi talenti e che se ne prendono cura e li portano ai vertici della letteratura contemporanea.

È una sfida ambiziosa, ce ne rendiamo conto, ma è il nostro modo di lottare per un mondo e una letteratura migliori.

Vorrei ora leggervi un pezzo tratto da uno dei racconti migliori della raccolta, tanto per incuriosirvi, lasciando il resto alla vostra lettura.

Non vi divo il titolo perché non voglio rovinarvi la sorpresa. 😊

di Giovanna Hugues

La donna prese il cervello e lo appoggiò su una carta stagnola.

Poi aggiunse un filo d’olio e un po’ di sale quindi andò in giardino a tagliare un rametto di rosmarino e inciampò.

Cadde per terra, sbatté la testa e le uscì un occhio dall’orbita. Raccolse il suo occhio, raccolse il rosmarino e tornò in casa.

Appoggiò il rosmarino sul cervello e l’occhio sulla mensola, chiuse la stagnola, accese il forno e ci infilò l’occhio. Il cervello invece lo mise in lavatrice con una buona dose di Oxigen nella speranza che si ossigenasse un po’.

Poi controllò l’occhio dentro al forno che stava facendo una bella crosticina croccante.

«Sono l’operatore 4395 posso aiutarti?»

«Io veramente cercavo il Telefono Amico.»

«Hai fatto il numero giusto, io sono l’operatore 4395 del Telefono Amico, ben trovata, posso aiutarti?»

«Penso di sì, ho messo l’occhio in forno e il cervello in lavatrice ma non ricordo più perché avevo preso il rosmarino.»

«In che senso hai messo l’occhio in forno e il cervello in lavatrice?»

«Penso nel senso giusto, be’ l’occhio è tondo per cui qualsiasi verso immagino vada bene, mentre il cervello l’ho adagiato sul fondo del cestello, ho sbagliato qualcosa?»

«Ok, senti, allora vediamo, di che occhio stai parlando?»

«Del destro, l’occhio destro.»

«Ma l’occhio di chi è?»

«Mio perbacco, perché di chi pensavi che fosse? Tu per caso te ne vai in giro a prendere gli occhi degli altri?»

«No, certo e il cervello? Di chi è cervello?»

«Ma allora mi prendi proprio per stupida! È mio anche il cervello.»

«Capisco, quindi tu ti saresti tolta il cervello e un occhio e avresti messo uno nel forno e l’altro nella lavatrice, giusto?»

«No, sbagliato, lo vedi che non mi ascolti? Ho messo il cervello in lavatrice e l’occhio in forno.»

«Giusto, mi ero confuso.»

«E allora?»

«Scusa, pensavo a quello che mi hai raccontato. E come ti senti adesso? Sei a casa da sola o c’è qualcuno accanto a te?»

«E che differenza fa?»

«Pensavo avessi voglia di parlare.»

«Ma voi li ascoltate quelli che telefonano oppure leggete tutto su un foglio precompilato?»

«Certo che ti ascolto, dimmi.»

«Oddio! Te l’ho già detto, volevo sapere come posso fare a ricordarmi per quale motivo ho preso il rosmarino. Cioè il motivo per cui l’ho preso lo so, per metterlo sul cervello ma non ricordo a cosa può servire il rosmarino sul cervello.»

«Ah ecco, però a questa domanda non so rispondere neanche io. Quanti anni hai?»

«Che importanza ha?»

«Dalla voce mi sembri giovane, vivi da sola?»

«No, vivo con i miei gatti.»

«A me piacciono molto i gatti, io ne ho due, tu quanti ne hai?»

«Due anche io.»

«Come si chiamano?»

«Perché mi chiedi dei miei gatti? Che te ne importa dei miei gatti? Comunque si chiamano Occhio e Cervello.»

«Occhio e Cervello? Ma sono i tuoi gatti che hai messo in forno e in lavatrice?»

«Certo che no, mi hai preso per una pazza?»

«No, figurati è che… come hai detto che ti chiami?»

«Non l’ho detto.»

«E non vuoi dirmelo?»

«Aspetta un attimo, torno subito…»

 

«Eccomi, per colpa tua mi si è bruciato l’occhio. Allora vuoi dirmi o no a cosa mi serve il rosmarino?»

«Ti si è bruciato l’occhio? Quello che avevi messo in forno?»

«No, l’altro, maddai! Certo che mi si è bruciato quello che avevo messo in forno! Comunque, ora ci ho messo l’altro ma se brucio anche questo poi li ho finiti. Allora vuoi dirmi sì o no come faccio a sapere perché ho preso il rosmarino?»

«Hai messo l’occhio sinistro in forno? E ora come fai a vedere dove vai?»

«Semplice, non vado da nessuna parte.»

«Va bene ma come farai adesso senza vedere?»

«Guarderò invece di vedere.»

«E che significa?»

«Cosa scusa? Vuoi sapere la differenza tra guardare e vedere?»

«No, voglio dire che… Ma perché hai messo gli occhi in forno?»

«Mi piacciono gli occhi arrosto.»