Il Go e le regole del mondo

围棋与世界规则

开始接触围棋的时候, 在学习围棋规则以前, 老师先给我们介绍围 棋的棋具。
老师介绍说, 一般下棋的时候只需棋盘和棋子。围棋棋盘的形 状为正方形,上面为横竖间隔的方格图案。 横竖各为十九条平行线, 构成三百六十一个交叉点。[…] 棋盘上共有九个黑点,称作“星”, 棋盘中心的黑点称作“天元”,“天元”并没有其它特殊意义。
棋盘上的九个部分只是大致的划分,并没有严格的界限,在这 里只作笼统的说明。棋子下在星位上或天元上与棋的内容和规则都 没有直接关系。“星座”与“天元”只是棋盘的标位。
但是,尽管 只是棋盘的标位, 游戏者却常常就是从那个“星” 开始走棋的。 为什么呢?而且好像古代就是从“天元”开始的。 为 什么呢?
据说,围棋是公元前2300年左右,尧帝(公元前2357年-2255 年)为了训练他儿子 丹朱的才能而发明的。但是传说好像舜帝(公 元前2255年-2205年)的儿子也不是特别聪明,所以这两个传说就 有点混淆。
现在所发现的历史上对围棋的最早记载可能是《左傳》(公元 前4世纪左右),但在《论语》(公元前3世纪左右)、《孟子》上 围棋也被提及到,围棋当时被称作“弈”而不是“围棋”。从汉朝 开始,才开始“围棋”的叫法。
杨雄 (公元前 53年-公元后18年)曾说:“围棋谓之弈,自关而 东,齐鲁之间皆谓之弈。”
后来,在《弈旨》上 班固(公元前92年-公元后32年)开始使用现 代的名字,也开始对围棋有了进一步的描述: 局必方正,象地则也; 道必正直,神明德;棋有白黑,阴阳分也;[马并]罗列布,效天文也.
在张拟的《棋经十三篇》(1049年-1054年见)也发现了类似的描 述:”夫万物之数,从一而起,局之路,三百六十有一。一者,生数 之主,据其极而运四方也。三百六十,以象周天之数。分而为四隅, 以象四时。隅各九十路,以象其日。外周七十二路,以象其候。枯棋三百六十,白黑相半,以法阴阳。局之线道谓之枰,线道之间谓 之卦。局方而静,棋圆而动。自古及今,奕者无同局。” 以及《传》 曰:“日日新”。”
除了古代传说和部分可考证的古代文献外,还有其它的一些说 法解释棋盘上的黑点。古代的占卜传统帮助人们预测农作物的收成 和人的命运,但是随着社会的发展和变动,占卜更多地预测战争的 胜负。
人们经常将棋局比喻成战局,这小小的棋盘上也许正是一个浓 缩的战场。
毫无疑问,围棋是兵法的体现,也是一种复杂的智力游戏。下 好围棋需要具有高度的智慧,对自身和他人进行准确的判断,能够 平衡整体和局部之间的关系,具有很强的心理调节能力,既不过度 自信也不过度悲观,需要丰富的经验和思考能力。
如果不考虑假设的围棋是由占卜而来,难道不可以说围棋很好 的体现了人力学吗?
如果说西洋双陆棋是人与运气的比赛、而象棋是人与人的比赛, 那么围棋是人战胜自身的比赛,我个人认为,围棋不是人自己的比 赛,而是为了在比赛中提升和改进自己。
康德曾说过:“我头上的天空布满了星星,我的内心深处充满 了道德法律。”
这很象孔子的说教,但有趣的是,孔子不喜欢围棋,它认为下围棋 是在浪费时间。

Il Go e le regole del mondo

Quando ci si avvicina al Wei Qi [Go], prima ancora delle regole, ci vengono illustrati i materiali di gioco.

L’insegnante spiega che in genere servono solamente una scacchiera e delle pedine. La scacchiera del Wei Qi è quadrata o leggermente rettangolare, la scacchiera attuale [Go Ban] ha dipinte diciannove linee parallele che costruiscono 361 incroci. […] ci sono nove punti neri sulla scacchiera, chiamati “stelle”, il punto nero che sta nel cuore della scacchiera viene chiamato “Tian Yuan” [Cielo Primario], “Tian Yuan” non ha altri significati speciali.

La scacchiera è divisa in nove aree, senza confini precisi, queste sono solo istruzioni generali. I segni delle “Stelle” e dello Tian Yuan non sono direttamente correlati al contenuto e alle le regole del Wei Qi. Le costellazioni e il Tian Yuan sulla scacchiera sono solo dei punti neri senza significato.

Però a dispetto del fatto che “sono solo dei punti neri senza significato”, i giocatori spesso fanno le prime mosse partendo proprio da questi punti. Perché? Pare addirittura che in antichità ponessero la prima pietra proprio sul Tian Yuan. Perché?

Stando ad alcune leggende il Wei Qi sarebbe stato inventato intorno al 2300 a.C. ad opera dell’Imperatore Yao (2357-2255 a.C.) per istruire suo figlio Dan Zhu che non sembrava particolarmente dotato d’intelletto. Sembra però che anche l’Imperatore Shun (2255-2205 a.C) fosse afflitto da prole non molto brillante, quindi le due leggende si accavallano diventando indistinguibili.

Il primo riferimento scritto, comunemente ritenuto attendibile, è lo Zuo Chuan (ca. IV a.C), ma il gioco viene menzionato anche nei Lun Yu [Dialoghi – Confucio] (ca. III a.C.) e in Meng Zi, anche se in tutte queste opere ci si riferisce ad esso sempre e solo come Yi.

È solo a partire dagli Han che il gioco prende il nome tuttora in uso.

Yang Xiong (53 a.C. – 18) in dialetto ci disse: “Wei Qi è Yi,quello che tra i Qilu dell’Est è chiamato Yi.”

In ogni caso Ban Gu (32-92) nello Yi Zhi ce ne parla col nome attuale e inizia a darci delle informazioni importanti: la scacchiera deve essere quadrata,la forma deve ricordare la Terra; la via deve essere retta, di virtù divina;le pedine hanno il bianco e il nero, secondo la suddivisione di Yin e Yang; [Ma Bing] Luo Liebu, e questa suddivisione vale anche dal punto di vista astronomico.

Informazioni che troviamo più esaurientemente esposte nel Classico degli scacchi in tredici libri (1049-1054), scritto da un certo Zhang Ni che dice: L’Uno è l’origine del Tutto e gli incroci della scacchiera sono trecentosessantuno. L’Uno centrale porta in esistenza la completezza della volta celeste. Trecentosessanta sono i giorni dell’anno, divisi in settimane. A sua volta la scacchiera ha quattro angoli da novanta incroci come quattro sono le stagioni. La cintura esterna invece ha settantadue incroci divisi in cinque giorni. Le linee verticali e orizzontali sono chiamate “ping” e gli spazi interni sono chiamati “gua”(trigrammi). La quadrangolarità della scacchiera indica la quiete della Terra mentre la rotondità delle pedine equivale al moto del Cielo. Dall’antichità ad oggi il Wei Qi ha sempre utilizzato scacchiere difformi. Ma alla fine come si afferma nel commentario del duca di Zhou lo scopo è un rinnovamento ad ogni nuovo giorno.

Al di là delle leggende e dei riferimenti specifici, ci sono altre ipotesi che potrebbero spiegare queste rappresentazioni sulla scacchiera del Wei Qi.

La tradizione divinatoria cinese originariamente era volta a conoscere il fato tanto sui raccolti come su ogni altro tipo d’impresa umana, ma col complicarsi degli equilibri sociali, le divinazioni più ricorrenti si fecero via via sempre più interessate principalmente a questioni di guerra. Questo ha indotto alcuni a ritenere possibile l’esistenza di una scacchiera di divinazione, probabilmente basata su quadrati diagrammi magici e da qui a immaginare una possibile evoluzione in senso più ludico di tale scacchiera.

Il Wei Qi è un’arte marziale, su questo non vi è dubbio, ed è un’arte complessa per la quale sono necessari: forte lucidità e consapevolezza dei limiti propri e umani in genere, equilibrio costante tra il particolare e il totale, tra la sicurezza eccessiva e l’eccessiva preoccupazione, esperienza e ponderazione.

Senza seguire ipotesi forse troppo azzardate su possibili origini divinatorie, non è ammissibile credere che sia comunque una riuscita rappresentazione di certe dinamiche umane?

Si dice che il Backgammon rappresenti la lotta tra l’uomo e il fato, e mentre gli scacchi sono più rappresentativi della lotta dell’uomo contro l’uomo, il Wei Qi si percepisce come la lotta dell’uomo contro se stesso.

Anche se a mio parere più che una lotta contro, sarebbe meglio parlare di una lotta per migliorare se stesso.

Non è allora comprensibile che a qualcuno venga in mente di citare Kant quando dice: “The starry heavens above me and the moral law within me”?

Non è quasi Confuciano? E non è buffo che proprio Confucio condannasse il Wei Qi paragonandolo ad una inutile perdita di tempo?

La leggenda di Nian (Anno)

难得一家大小一起放假,在年三十的大团圆日,来一次亲子之间的讲故事比赛吧,齐齐做评判,看看谁个家人说得最动听﹕

年的传说

传说中「年」是一种巨大而兇猛的怪兽,「年」有一个很大的头,也有一个很大的口,因为食物不夠,在冬天食物短缺使就会出来吃人。
因为「年」很可怕,村民都十分害怕它,想尽法子要趕走它,但到处都找不到好的工具方法。
又到一年的最后一天了,当大家都静捆静地想找地方藏身时,一个小朋友不小心碰撞了村口的大吊钟,吓得全村的村民也大叫起來,婴儿们也大哭不停,正當大定家都不知如何是好的时候,「年」出现了,吓得本来已收起了哭声的婴儿又大哭起来,本已藏起来的村民为了要救那些大哭的婴儿,也纷制纷走了出来,围在「年」的周围,还燃起熊熊的火光,把「年」给吓得逃回深山里,后余生的人们互相道賀:「恭喜逃过了年的威胁!」。
后来人们还发现原来「年」很怕红色、火光及很大的声响;于是家家戶戶就在下一个冬天,围在一起吃饭后就通宵守夜, 並在门上挂着紅色的桃木板 ,燃起熊熊的火光,敲打锅盘等器具发出很大的声音,以吓坎「年」兽。
第二天一早,又逃过一劫的村民便从屋裏走出来,开心地互道恭喜,並大肆庆祝!
演变至今,就成了过年要在门上贴红色的春联、放鞭炮、守岁以及见面互道恭喜的习俗了。

Difficilmente in una famiglia capita l’occasione in cui grandi e piccini passino le vacanze insieme, e nel felice giorno della vigilia di Capodanno si sta coi propri figli facendo gare di narrazione di storie, giudicando accuratamente ed esaminando chi tra i famigliari racconta la più piacevole:

La leggenda di Nian (Anno)

Il leggendario “Nian” (Anno) era un enorme mostro feroce con una grande testa e una grande bocca, siccome il cibo [già normalmente] non era sufficiente, la scarsità invernale lo induceva ad uscire per mangiare le persone.
A causa del terribile “Nian”, gli abitanti del villaggio avevano molta paura, e avevano cercato ogni mezzo per sbarazzarsi di lui senza riuscire a trovare nessun buon sistema applicabile.
Arrivato l’ultimo giorno dell’anno, quando tutto è statico e tutti cercano un luogo in cui ripararsi, un bambino distratto andò a sbattere contro la campana d’ingresso del villaggio e spaventando tutti gli abitanti del villaggio cominciò a gridare, così che anche gli altri bambini cominciarono a piangere a dirotto; e mentre nelle case nessuno sapeva cosa fare, “Nian” apparì, spaventando ovviamente i bambini che avevano già smesso di piangere e che ora ricominciarono. Così gli abitanti del villaggio nascosti per accudire i bambini che piangevano, vennero fuori uno alla volta circondando “Nian”, accendendo anche un furioso incendio, procurando a “Nian” una paura tale che lo fece ritirare nel profondo delle montagne, dopodiché le persone così sopravvissute si congratularono l’un l’altra: “Congratulazioni! Siamo fuggiti alla minaccia di “Nian”!” Successivamente si è anche scoperto che “Nian” teme il colore rosso, la luce del fuoco e i forti rumori; quindi ogni famiglia, ad ogni inverno, si riuniva per la cena della notte della veglia, appendeva una tavoletta di mogano rosso fuori dalla porta, accendeva un grosso fuoco e produceva un forte rumore sbattendo pentole, padelle e altri strumenti, in modo da spaventare la bestia “Nian”.
La mattina dopo, gli abitanti del villaggio sfuggiti al pericolo uscivano dalle proprie case, felici per congratularsi l’un l’altro e festeggiare!
Ora questa festività si è sviluppata e semplicemente a capodanno si appendono distici rossi fuori dalla porta, si fanno scoppiare petardi e si sta svegli tutta la notte per il veglione così come è costume riunirsi per congratularsi.