Un “delirante” confronto con la Siora Gina

Riporto qui il testo di un post che ho pubblicato oggi sul mio profilo Facebook, dopo aver trovato un interessante video condiviso da un mio contatto:

Scopro oggi che questa tipa che si fa chiamare Siora Gina (e che non poteva che essere veneta – ok, ok, questa è una generalizzazione cattiva e ingiusta specialmente nei confronti di tutti i carissimi amici veneti che ho, però…), ha un grande seguito. Non mi meraviglio. Del resto non fa altro che riportare in modo educato (cosa che solitamente quelli che rappresenta non sanno fare), i sentimenti che lei stessa (o è la Boldrini?) definisce populisti.   Prima di proseguire nella lettura, per piacere, guardate il video, se potete, a questo indirizzo Facebook:

 E devo urgentemente precisare alcune cose, così, perché sia chiaro ai miei contatti da che parte sto. Ma prima di elencare i punti che mi preme chiarire, devo fare una premessa: IO NON SONO DEL PD! Quello che sono o non sono, o meglio sarebbe dire, quello a cui aderisco o meno, non lo potreste indovinare mai e non ci penso nemmeno a dirvelo, sappiate solo che siamo così pochi che nemmeno ci conoscono. Quindi, andiamo oltre le mie preferenze politiche e saltiamo direttamente a quelle che sono le mie preferenze UMANE:

1. Gli italiani sono emigrati, è vero, e si sono fatti il culo, è vero, ma non è che si sono fatti il culo perché erano migliori di quelli che vengono qua. Gli italiani si sono fatti il culo perché, a quel tempo, e nei luoghi dove sono emigrati, il lavoro c’era, c’erano le possibilità. E sarebbe interessante ricordarsi che nonostante ci fossero, appunto, le possibilità, gli italiani (quelli della nostra razza, etnia e cultura) hanno esportato una delle mafie più potenti al mondo. Oggi, qui, il lavoro non c’è, né per loro (come mai non fanno un cazzo?! Mah!), né per noi. E non è che noi non lavoriamo perché ce lo rubano loro – io onestamente non ho ancora trovato un albanese o un algerino o un congolese che facciano i traduttori al posto mio, non so voi – noi non lavoriamo perché l’Occidente, e l’Italia in particolare, è alla frutta. Certo, anche a causa di Boldrini & Co, ma non certo perché vengono da fuori a rubare il lavoro a noi.

2. Collegandomi al punto sopra, ci terrei a precisare a tutti che il lavoro nero, quello che giustamente gli italiani (sempre meno purtroppo) si rifiutano di fare e che invece gli immigrati accettano perché non hanno alternative, serve alle aziende e ai privati cittadini che prendono la badante in casa, per non pagare le tasse sulle assunzioni, non rendendosi conto che questi stessi migranti, se regolarizzati, sono quelli che potrebbero cominciare a pagare tasse allo Stato in cui vivono permettendo di mantenere quelle generazioni di cariatidi che saremo noi e che non avremo pensione.

3. Quando ci furono i vari terremoti a Modena e ad Amatrice – ma anche dopo le inondazioni a Genova – molti giornali parlarono dell’importante aiuto che venne dai migranti e la massa degli webeti si levò inveendo perché CI HANNO RUBATO IL LAVORO! Mentre questa gente era lì in forma di volontariato.

4. Ma veramente, veramente?, sentiamo una così prepotente necessità di parlare di razza, cultura ed etnia? Questa cosa oltre a farmi schifo, mi terrorizza, mi abbatte, mi lascia profondamente turbata e incredula. Davvero non sapete che gli italiani sono quello che sono perché da sempre sono stati invasi e influenzati culturalmente? Non sapete che i vostri bisnonni sono turchi, normanni, egiziani, greci, algerini? Davvero occorre ricordare che l’unica razza autoctona europea era l’uomo di Neanderthal, che si è estinto, e che se non fosse arrivato l’homo sapiens dall’Africa l’Europa sarebbe o disabitata o abitata dalle popolazioni della steppa mongola? Davvero non conoscete l’origine della parola “magazzino” e di altre tantissime? Davvero non vi ricordate che il cristianesimo ce l’hanno imposto dal medioriente? Davvero non vi ricordate che l’attuale società italiana è come è perché è il risultato delle varie invasioni che durante tutto il medioevo l’Impero romano non è riuscito a tenere sotto controllo?

Davvero, dopo la seconda guerra mondiale, siamo ancora qui che parliamo di RAZZA?!

[WIKIPEDIA: È comunemente accettato che le categorie razziali oggi siano dei costrutti di uso comune pur non risultando corrette e che i gruppi razziali non possano essere definiti biologicamente.]

5. Io prego caldamente tutti quelli che hanno dato un like a questo commento video di migrare fuori dai miei contatti. Veramente. Mi fate orrore, terrore e schifo.

 

Ho pubblicato questo lungo post, come dicevo, sulla mia pagina Facebook e anche come commento al video della Siora Gina, che non ha risposto sulla sua pagina, ma è venuta a commentare il mio post, sul mio profilo, scrivendo queste parole che riporto fedelmente:

“Gentilissima Laura Massera e tutti quelli che condividono il suo delirante pensiero. I suoi punti scritti con piglio da persona colta e padronanza della lingua Italiana e non dell’Esperanto, li smonto come e quando vuole uno ad uno, solo che per farlo le chiedo la disponibilità di mettere la sua faccia assieme alla mia per un sano confronto. Il confine dell’orizzonte aumenta in relazione all’altezza dalla quale ci si pone per guardarlo, e le sue asserzioni altro non sono che punti di vista di un orizzonte guardato troppo dal basso. Sono tutti bravi a scrivere dietro una tastiera, altro é mostrarsi. Se lei non ha capito la funzione della Siora Gina, non è la Siora Gina il problema, ma senza dubbio l’incapacità di comprendere che esiste un anima. La prego di evitare risposte dal sapore filosofico o antropologico non abbiamo entrambe tempo da dedicare a disquisizioni che a me sinceramente lascerebbero indifferente. Si limiti esclusivamente a darmi un si o un no per un confronto. Al canale televisivo nazionale che ci ospiterà me ne occuperò io. Cordialmente Maria Cristina Sandrin alias Siora Gina.”

Dopo averle spiegato che la sottoscritta non ci tiene alla notorietà, non è una politica, non ha bisogno di un seguito e non ha interesse ad avere ragione su un branco di pecoroni e averla invitata, rimanendo sul piano da lei stessa scelto, a distruggere, come sostiene di poter fare, punto per punto tutto il mio delirante pensiero, mi sono sentita dire che non accetto il confronto in televisione perché sono una debole e una vigliacca.   Il “confronto” si è concluso con la Signora Maria Cristina che dichiara che da ora in poi cancellerà ogni mio futuro commento alla sua pagina (Oh Dio! Ma come farò?!) e che continua a sostenere che se solo io voglio mi può distruggere (verbalmente, si intende), però non lo fa se non sotto i riflettori di una TV nazionale.   E niente, ho perso un’occasione per diventare famosa! Non c’è verso, non diventerò mai furba.

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in/certe impronte

By Laura Massera, born in 1971 in Modena, Italy. Degree in Chinese Languages and Civilisations from Ca' Foscari University, Venice, Italy. A freelance editor and language teacher since 2006, she opened her own business called IN/CERTE IMPRONTE (translation: un/certain footprints) this year. Occasionally a writer, she loves literature publishing and everything related to Chinese culture, in particular the game of Wei Qi (aka Go) and northern Chinese cuisine.

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