Baudelaire chi?

In merito alla questione delle recensioni ho scritto una pagina apposita qualche giorno fa, quindi non sono qui per rimarcare quanto già detto.

C’è chi si sente a suo agio scrivendo recensioni, chi sente di dover tutelare il sacrosantoI fiori del male diritto a stabilire se una cosa gli ha fatto schifo o gli è piaciuta, buon per lui/lei; nella mia testa la parola recensione ancora non riesco a staccarla dal concetto di critica letteraria e, sarà perché provengo dalla formazione artistica, per me la Critica è materia di esperti. Sono cresciuta così, non posso farci nulla.

Ma cosa significa essere esperti? Non so, davvero non lo so. Penso che, per esempio, il fatto che io abbia superato le prove scritte e pratiche per la patente non fa di me né un pilota né un cronista di F1.

Allo stesso modo, credo – ma è sempre un’opinione personale – il fatto che abbiamo tutti passato l’esame di maturità o il diploma di laurea o la specialistica o un master qualsiasi, non fa di noi dei critici, né degli scrittori, né degli addetti ai lavori.

Si diventa professionisti o critici di una certa materia quando si è fatta tanta gavetta, quando si è sudato in bottega da qualche Maestro, quando le nostre opere o le nostre critiche sono state sottoposte per molto tempo al vaglio di altri Maestri ed esperti.

Lo so, è un modo di pensare forse molto italiano, molto accademico, molto antico, me ne rendo conto.

Sì, me ne rendo conto, ma sono una vecchia gallina, nata più vicino alla metà del secolo scorso che vicina a questo millennio, e la mia visione della realtà è difficilmente modificabile.

Però, al di là di questa mia impostazione antiquata di vedere le cose, vorrei farvi qualche domanda:

1. Avete visto l’immagine qua sopra?

2. Avete una vaga idea di chi sia Giovanni Pennati?

3. Avete una vaga idea di chi sia Charles Baudelaire?

4. Mi sapete spiegare il misterioso motivo per cui Giovanni Pennati ha 162 (CENTOSESSANTADUE!) recensioni su Amazon e quel povero, misconosciuto, principiante, incapace di Charles Baudelaire ne ha ben 3 (TRE!)?

5. C’è una sola, UNA SOLA, ragione per cui io dovrei, a questo punto della mia vita, ritenere valide le recensioni che vengono fatte su Amazon?

Niente, così, ci tenevo a condividere questi interrogativi con voi.

Se qualcuno ha delle risposte sensate, sarò lietissima di leggerle.

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in/certe impronte

By Laura Massera, born in 1971 in Modena, Italy. Degree in Chinese Languages and Civilisations from Ca' Foscari University, Venice, Italy. A freelance editor and language teacher since 2006, she opened her own business called IN/CERTE IMPRONTE (translation: un/certain footprints) this year. Occasionally a writer, she loves literature publishing and everything related to Chinese culture, in particular the game of Wei Qi (aka Go) and northern Chinese cuisine.

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